| Vini rossi
Basso Piemonte
Brachetto d'Acqui docg
Eccellenza piemontese è il vino Brachetto d'Acqui
docg, nella versione spumante e tappo raso, è ottenuto dall'omonimo
vitigno aromatico. Nasce in una zona ben determinata e altamente
vocata: l'Alto Monferrato, nei 26 comuni attorno ad Acqui Terme tra
la provincia di Asti ed Alessandria. Gradevole,brioso,allegro e
profumato,
(il geraniolo è il terpene che caratterizza questo
vitigno, il reattivo descrittore percepito come noto è la rosa)
leggero di alcol si abbina perfettamente ai dessert, ottimo con
fragole,pesche e frutta secca. Eccellente anche miscelato per wine
cocktail e long drink. Conosciuto ed apprezzato in tutto in mondo si
distingue per la Sua peculiarità organolettica che lo rende Unico
nel suo genere.
COME BERLO Vino da dessert, tra i
più eleganti e gradevoli, sia in versione normale che spumante è
meglio berlo giovane quando esprime tutta la fragranza dell’uva: è
il momento in cui si colgono nitidamente i sentori di rosa bulgara e
di frutta matura, il suo sapore è fresco, brioso e muschiato. Lo
si può conservare al massimo per un paio di anni, a patto di tenerlo
in un ambiente fresco e buio.
TEMPERATURA
DI SERVIZIO 8°C - i 12°C. Il Brachetto d'Acqui, se ben
conservato, mantiene i suoi caratteri per oltre due anni. .
STAPPATURE Le bottiglie vanno
stappate al momento e bisogna tenerle inclinate a 45° perchè la
pressione interna di anidride carbonica non faccia fuoriuscire un
fiotto di vino spumeggiante. Se non si consuma tutta la bottiglia è
consigliabile richiuderla con l’apposito tappo da spumante.
BICCHIERE CONSIGLIATO La coppa di
vetro, favorisce lo sviluppo delle sfumature aromatiche del vino .
Albugnano doc

Descrizione generale
Il Nebbiolo, vitigno base per la produzione di grandi vini
piemontesi come Barolo e Barbaresco, trova eccezionalmente una sua
storica collocazione in questa piccola zona del Monferrato a ridosso
della provincia di Torino. Solo i migliori versanti collinari di
quattro comuni producono uve Nebbiolo destinate al vino Albugnano,
una produzione limitatissima che qui si esprime con classe ed
eleganza, e si può definire "Superiore " se permane in
cantina almeno 12 mesi con affinamento in botti di rovere.
Caratteristiche organolettiche
Colore da rosso rubino al granato più o meno intenso, sviluppa
profumi delicati dal lampone alla fragolina di bosco e lievi note
floreali e speziate, più complessi se affinato in botti di rovere.
Secco, di buon corpo con lieve vena tannica, offre una buona
persistenza gustativa.
Zona di produzione:
l'intero territorio dei comuni astigiani di Albugnano, Pino d'Asti,
Castelnuovo don Bosco e Passerano Marmorito.
Uve:
Nebbiolo dall'85 al 100% (Freisa, Barbera e Bonarda fino ad un
massimo del 15%);
Titolo alcolometrico volumico minimo
naturale delle uve:
minimo 10,5% vol. (11,5% vol. per le
uve destinate a Superiore)
Rese produttive:
Albugnano e Albugnano Rosato: massimo 95 quintali corrispondenti
a 66,5 ettolitri ad ettaro; Albugnano Superiore: massimo 85
quintali corrispondenti a 59,5 ettolitri ad ettaro;
Affinamento
minimo richiesto ed immissione al consumo: Albugnano
Superiore: 12 mesi a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo
alla vendemmia con una permanenza minima di almeno sei mesi in botti
di rovere.
Caratteristiche dei vini al consumo Titolo
alcolometrico volumico minimo complessivo: Albugnano e Albugnano
Superiore : 11,5% vol. Albugnano Rosato: 11% vol. Acidità
totale minima: 5 ‰ (per tutte e tre le tipologie); Estratto
secco netto minimo: Albugnano e Albugnano Superiore :
19‰; Albugnano Rosato: 17‰. Il vitigno Nebbiolo
Distribuzione geografica
Il Nebbiolo è un vitigno coltivato in tutto il territorio della
regione Piemonte: in provincia di Torino (Carema), nel
Biellese, nell'Alto Vercellese, nel Novarese e nell'Astigiano.
Tuttavia nel Cuneese, (Langhe e Roero) è più ampiamente coltivato
ed esprime la sua eccellenza. È anche ampiamente diffuso nella Bassa
Valle d'Aosta, in Valtellina e presente in Franciacorta. Sporadici
impianti si trovano oltreoceano.
Barbera d'Asti doc

Descrizione generale
La Barbera è tra i vitigni più rappresentativi del Piemonte ed
interessa circa il 35% dei 53mila ettari di superficie vitata della
regione. Originario del Monferrato, il vitigno è coltivato
prevalentemente nelle province di Asti ed Alessandria, dove raggiunge
la sua massima espressione nei due vini Barbera d'Asti e Barbera del
Monferrato, entrambi a denominazione di origine dal 1970. La Barbera
d'Asti è un vino legato alle antiche tradizioni contadine, che ha
saputo rinnovarsi per rispondere a esigenze e gusti diversi. Oggi
rappresenta senza dubbio e forse più di ogni altro vino, un prodotto
in continua evoluzione, che cresce seguendo le nuove conoscenze in
campo viticolo ed enologico e che, per qualità e numeri, può essere
proposto a un pubblico contemporaneamente curioso, esigenze e vasto.
A pieno titolo è considerato tra i più importanti vini rossi
italiani e ottiene crescenti consensi a livello internazionale.
La Barbera d'Asti trova interpretazione
in una ricca gamma di vini, contraddistinti da stili ben definiti:
quelli che non subiscono alcun passaggio in botti di legno, per non
perdere le caratteristiche primarie, quelli che maturano in botti di
grandi dimensioni, per migliorare in complessità nel rispetto della
tradizione, quelli che si completano con un passaggio in piccole
botti di rovere, acquisendo stoffa ed eleganza, rivolte ad un gusto
più internazionale.
Scheda tecnica | Barbera d'Asti doc
Zona di produzione: 118 comuni di provincia di
Asti e 51 in provincia di Alessandria;
Uve:
Barbera dall' 85 al 100% (Freisa, Grignolino e Dolcetto fino ad un
massimo del 15%);
Titolo alcolometrico volumico minimo
naturale delle uve: minimo 11,50% vol. (12,00 % vol. per le
uve destinate a Superiore);
Rese produttive: massimo
90 quintali corrispondenti a 63 ettolitri ad ettaro;
Affinamento
minimo richiesto ed immissione al consumo: Barbera
d'Asti: dal 1° marzo successivo all'annata di produzione delle uve;
Barbera d'Asti Superiore: 12 mesi a decorrere dal 1° gennaio
dell'anno successivo alla vendemmia con una permanenza minima di
almeno sei mesi in botti di legno.
Caratteristiche dei
vini al consumo Titolo alcolometrico volumico minimo
complessivo: 12% vol. (12,5% vol. se Superiore). Acidità totale
minima: 4,5 ‰; Estratto secco netto minimo: 23
Il vitigno Barbera
Distribuzione geografica
In Piemonte è il vitigno a bacca rossa più diffuso e coltivato.
Il Barbera ha inoltre importanza colturale in molte zone al di fuori
della nostra Regione quali ad esempio l'Oltrepò Pavese, i Colli
Piacentini, la Franciacorta, l'Umbria, la Campania e la Sicilia; è
presente anche oltreoceano, come ad esempio in California ed in Sud
America.
Caratteri morfologici
La foglia si presenta di media grandezza, pentagonale, con cinque
lobi, con lembo superiore di colore verde scuro, piano o lievemente a
coppa, con superficie finemente bollosa. Il grappolo a maturità è
di media grandezza, piramidale con ali brevi o cilindrico alato,
abbastanza compatto; il peduncolo è medio-lungo di colore verde
chiaro. L'acino, di colore blu-nero, è di media grandezza.
Barbera Monferrato doc

Descrizione generale
La Barbera del Monferrato trae dal terreno ricco di limo delle
colline su cui nascono le sue uve la struttura e il colore intenso
che la contraddistinguono. È questo un vino fermo di buon corpo, che
rappresenta la volontà dei produttori, soprattutto della zona tra
Vignale e Casale Monferrato, di offrire un vino importante, che
evidenzi i pregi del territorio e soddisfi i palati più esperti.
Anche per la Barbera del Monferrato la qualifica Superiore
contraddistingue i vini originati da grappoli più maturi, che
rimangono in cantina per un periodo minimo di un anno e trascorrono
almeno sei mesi in botti di legno. Nelle ultime annate alcune Barbera
del Monferrato hanno ottenuto importanti riconoscimenti in Italia e
all’estero a conferma della validità della proposta monferrina.Nella molteplicità che contraddistingue la Barbera, un’altra
anima si esprime con successo nella Barbera del Monferrato di
tipologia frizzante. Vino mosso da consumare giovane, lega la sua
piacevolezza ai profumi fruttati e si presta ad una beva spigliata.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è rubino, con sfumature granate con l’invecchiamento.
Il profumo intenso, vinoso se giovane, ha note accentuate di frutti
rossi, ciliegia, leggera spezia e talvolta floreale, acquista
complessità se maturato nel legno e sviluppa sentori di cacao o
vaniglia. Il sapore è piacevolmente fresco da giovane, austero se
Superiore, si armonizza e completa con l’affinamento.
Scheda tecnica | Barbera del Monferrato doc
Zona di produzione: 118 comini in provincia di
Asti e 99 comuni in provincia di Alessandria;
Uve: Barbera dall’ 85 al 100% (Freisa,
Grignolino e Dolcetto fino ad un massimo del 15%);
Titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve:
minimo 11% vol. (12 % vol. per le uve destinate a Superiore);
Rese produttive: massimo 100 quintali
corrispondenti a 70 ettolitri ad ettaro;
Affinamento minimo richiesto ed immissione al consumo:
Barbera del Monferrato Superiore: 12 mesi a decorrere
dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia con una
permanenza minima di almeno sei mesi in botti di legno;
Caratteristiche dei vini al consumo Titolo
alcolometrico volumico minimo complessivo: 11,5% vol. (12,5% vol. se
Superiore); Acidità totale minima: 4,5 ‰; Estratto secco
netto minimo: 22 ‰;
Dolcetto d’Asti doc

Descrizione generale
Il Dolcetto, antico vitigno autoctono che in Piemonte conta 11
denominazioni di origine, possiede una sua prestigiosa collocazione
in una limitata area a sud di Asti. Il vino Dolcetto, tipicamente di
pronta beva per la sua gradevolezza dovuta alla naturale contenuta
acidità fissa, evolve esaltando le migliori caratteristiche se
mantenuto in cantina e solo dopo un anno di affinamento si può
fregiare della menzione Superiore.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è rosso rubino con riflessi violacei più o meno
accentuati, tendente al granato con l’evoluzione; il profumo
intenso di frutta rossa spesso con evidenti sentori di ciliegia
accompagna una notevole intensità ed armonia gustativa, con finale
tipicamente ammandorlato.
Scheda tecnica | Dolcetto d’Asti
Zona di produzione: 24 comini in provincia di
Asti;
Uve: Dolcetto;
Titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve:
minimo 11% vol. (12 % vol. per le uve destinate a Superiore);
Rese produttive: massimo 80 quintali
corrispondenti a 56 ettolitri ad ettaro;
Affinamento minimo richiesto ed immissione al consumo:
Dolcetto d’Asti Superiore: 12 mesi a decorrere dal 1°
gennaio dell’anno successivo alla vendemmia;
Caratteristiche dei vini al consumo Titolo
alcolometrico volumico minimo complessivo: 11,5% vol. (12,5% vol. se
Superiore); Acidità totale minima: 5 ‰; Estratto secco netto
minimo: 22 ‰;
Freisa d’Asti doc

Descrizione generale
Antico vitigno piemontese, diffuso in tutto il Monferrato
Astigiano, il Freisa trova la sua area di elezione nel territorio a
nord della provincia di Asti. Il vino Freisa d’Asti può essere
prodotto in varie versioni, con o senza affinamento in botti di legno
e, se deriva da accurata selezione delle uve e permane in cantina per
almeno un anno può rientrare nella tipologia “Superiore”. Nella
tradizione contadina viene anche prodotto come vino dolce utilizzato
per accompagnare i dessert a base di frutta.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è rosso rubino tendente al granato se “superiore”,
al profumo prevale l’aroma delicato di rosa e di lampone, che
evolve in piacevoli sentori muschiati con l’invecchiamento. Al
gusto è asciutto, con piacevole tannino che l’affinamento in botti
di rovere completa ed armonizza.
Scheda tecnica | Freisa d’Asti
Zona di produzione: tutti i comuni della
provincia di Asti ad eccezione di Villanova d’Asti e Cellarengo
d’Asti. Uve: Freisa 100%;
Titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve:
minimo 10,5% vol (11,5% vol per le uve destinate a Superiore);
Rese produttive: massimo 80 quintali
corrispondenti a 56 ettolitri ad ettaro;
Affinamento minimo richiesto ed immissione al consumo:
Freisa d’Asti Superiore: 11 mesi a partire dal 1°
gennaio dell’anno successivo alla vendemmia;
Caratteristiche dei vini al consumo Titolo
alcolometrico volumico minimo complessivo: 11% vol. (11,5% vol. se
Superiore); Acidità totale minima: 5,5 ‰; Estratto secco
netto minimo: 20 ‰;
Il vitigno Freisa
Distribuzione geografica
Il Freisa è un vitigno diffuso in gran parte della regione
Piemonte: dalle zone del Monferrato Astigiano e Casalese, alla Langa
Cuneese; dalle colline Torinesi alle colline del Saluzzese, del
Pinerolese, del Canavese e del Novarese.
Grignolino d’Asti doc

Descrizione generale
Il Grignolino emerge nella storia degli antichi vitigni
piemontesi, e trova la sua culla d’adozione nel territorio tra Asti
e Casale Monferrato. Il nome deriva quasi sicuramente da “grignole”
termine dialettale astigiano ad indicare i vinaccioli particolarmente
numerosi. È un vitigno molto esigente in fatto di clima e terreni,
difficile da coltivare e vinificare , ma regala un vino originale,
imprevedibile ed estroso che accoglie appassionati consensi.
Caratteristiche organolettiche
Di di colore rosso rubino più o meno tenue, al naso regala un
profumo delicato con note fruttate e di sottobosco spesso
accompagnate da caratteristici sentori di pepe bianco. Al palato si
presenta austero e raffinato, asciutto per la tipica presenza di
tannini con retrogusto gradevolmente amarognolo.
Scheda tecnica | Grignolino d’Asti doc
Zona di produzione: 35 comuni in provincia di
Asti;
Uve: Grignolino dal 90 al 100 % (Freisa sino ad
un massimo del 10%);
Titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve:
minimo 10,5;
Rese produttive: massimo 80 quintali
corrispondenti a 52 ettolitri ad ettaro;
Caratteristiche dei vini al consumo Titolo
alcolometrico volumico minimo complessivo: 11% vol; Acidità
totale minima: 5 ‰; Estratto secco netto minimo: 19 ‰;
Il vitigno Grignolino
Distribuzione geografica
La sua origine e la sua attuale principale localizzazione è tra i
colli Astigiani ed Alessandrini (Monferrato Casalese), ma è presente
anche sporadicamente in alcune zone della provincia di Cuneo e
nell’Oltrepò Pavese.
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